

Oggi la capacità di innovare è indispensabile garanzia di sopravvivenza per gli
individui, le imprese e le nazioni. Ma se è vero che lo sviluppo non si può né si deve
fermare, non sempre è facile adeguarsi al cambiamento e gestirne le conseguenze secondo
criteri di equità globale, per un progresso vero e condiviso.
Le scoperte della ricerca fondamentale si traducono sempre più velocemente in
applicazioni che modificano l'organizzazione sociale e produttiva, e gli stili individuali
di vita e di pensiero. Ma non sempre i progressi nelle nostre conoscenze si traducono in
maniera automatica in vantaggi tangibili per tutti i cittadini.
Il percorso dellinnovazione è più che mai costellato di scelte etiche, economiche
e politiche, che implicano un più stretto rapporto fra scienziati e decisori. Anche per
garantire a tutti le stesse opportunità ed evitare che il miglioramento delle condizioni
di vita di pochi si traduca nellaggravarsi delle diseguaglianze a livello
planetario.
|
 |
Creare nuovi farmaci: dagli interrogativi
biologici agli strumenti terapeutici

Milano, 3 dicembre 1999
Centro Congressi Cariplo
La ricerca di nuovi farmaci, come la conosco da
quarantanni, è destinata tradizionalmente a seguire uno di questi tre percorsi. I
primi due, la Chimica medica e la Patologia sperimentale, erano particolarmente in voga
nel 1958, quando ho cominciato a lavorare nellindustria farmaceutica. Il terzo, più
moderno, si basa sulla Farmacologia analitica, una nuova disciplina che si è sviluppata
nel corso degli ultimi cinquantanni. La sua scoperta più rilevante è stata che i
farmaci dotati di unazione altamente selettiva a livello fisiologico incidono sui
siti molecolari con i quali interagiscono le molecole dellorganismo stesso.
Lindustria farmaceutica è riuscita a sfruttare abilmente questi progressi per
scoprire nuovi farmaci in maniera mirata.
Negli ultimi anni, tuttavia, si è avviata una vera e propria rivoluzione, trainata dagli
straordinari progressi della genetica, della biologia molecolare e della chimica organica.
Questa rivoluzione ha generato metodi di saggio delle proprietà di nuove molecole (come
lHTS High Throughput Screening e la chimica combinatoria) migliaia di
volte più efficaci dei tradizionali bioassay. Finora queste nuove tecnologie non hanno
prodotto nuovi farmaci, ed è quindi davvero troppo presto per sapere se il nuovo
approccio sarà altrettanto se non più produttivo delle strategie
tradizionali che, per quanto lente, possono vantare un elenco di successi. Per quanto
posso vedere, questo esercizio decisamente dispendioso si basa sul
presupposto che i nuovi farmaci che si stanno cercando per trattare patologie come i
tumori, le infiammazioni e la demenza saranno simili a quelli di cui già conosciamo
lefficacia per ridurre la pressione sanguigna, curare lulcera e placare il
dolore. Ma temo che questa aspettativa potrebbe non essere soddisfatta.
Il tentativo di sviluppare nuovi farmaci per curare le disfunzioni di quelli che definisco
"processi irreversibili" è oggi una delle priorità della ricerca farmaceutica.
Sto parlando di processi che non possono essere invertiti come laccelerazione del
battito cardiaco, e che quindi se vengono attivati in modo improprio possono produrre
effetti molto dannosi, e perfino letali.
La caratteristica più notevole di tutti questi processi che solitamente hanno una
base genetica è che coinvolgono un gran numero di molecole simili agli ormoni,
note come fattori di crescita o chemochine. Diverse aziende che lavorano nel settore
biotecnologico hanno ottenuto buoni successi, creando farmaci in grado di bloccare in modo
puntuale e selettivo le azioni di queste molecole. Ma ogni volta il risultato positivo
ottenuto in laboratorio si è tradotto in un fallimento dal punto di vista clinico. E a un
certo punto dobbiamo chiederci se non ci sia qualcosa di sbagliato nel modello di pensiero
che adottiamo.
Ritengo che lindustria farmaceutica abbia lesigenza, della quale ancora non ci
si è resi conto, di saperne di più sui meccanismi di controllo dei processi fisiologici,
di conoscere meglio la complessità biologica. Sono convinto che la ricerca di nuovi
farmaci, negli anni futuri, dipenderà in maniera cruciale dalla ricerca di base sui
processi di controllo fisiologico, i sistemi dinamici non lineari, lordine ai
confini del caos, le gerarchie e le traiettorie. |

|