5-6 giugno


"La diabolica abilità che esplichiamo nell’inventare sempre nuovi strumenti di morte, l’implacabilità con la quale conduciamo le nostre guerre; le miserie e le distruzioni che queste si lasciano nella loro scia, non sono forse bastanti perché l’uomo bianco, l’uomo cosiddetto civile, sia considerato a ragione il più feroce animale che vaghi sulla faccia della terra?"
Un secolo e mezzo dopo che Melville ha scritto questa frase in Taipi, al fardello dell’uomo bianco, dell’uomo cosiddetto civile, si sono aggiunti altri strumenti di distruzione, molti dei quali sono di solito associati a progressi scientifici e tecnologici. I profeti di sventura ne approfittano per annunciare il peggior millennio immaginabile e per ingigantire le minacce insite nel rapido cambiamento di cui siamo testimoni.
Esistono tuttavia anche modi razionali di percepire il futuro, e i suoi pericoli, di trarre modelli dalla storia e dalle tendenze in atto, di cogliere la comparsa di nuove opportunità.
La razionalità da sola non basta ad alleviare l’ansia da fine millennio, ma aiuta. Ai dieci premi Nobel e agli esperti internazionali riuniti a Milano, viene chiesto di comportarsi da "funzionari al servizio dell’umanità" - come li chiamava Husserl che apparteneva alla categoria - e di riflettere su quello che ci aspetta.

C60 Buckminsterfullerene: qualcosa di più di una graziosa molecola
Sabato 6 dicembre 1997
Nel 1985, il C60 Buckminsterfullerene (la terza forma allotropica del carbonio) è stato scoperto durante degli esperimenti concepiti per indagare sulla chimica del carbonio nell'atmosfera delle stelle giganti rosse. La molecola è poi tornata sulla Terra per dare luogo ai fullereni, una famiglia di molecole "a gabbia" di puro carbonio, con notevoli proprietà che annunciano per il XXI secolo sviluppi entusiasmanti nel campo della chimica e della scienza e tecnologia dei materiali. I fullereni hanno un comportamento chimico e fisico eccezionale, che li rende adatti quali componenti per l'elettronica molecolare, per i nuovi polimeri e nelle applicazioni farmaceutiche. I loro cugini più grandi, i nanotubi, sono al centro di uno sforzo massiccio da parte della ricerca internazionale per cercare di sfruttare il fatto che sono dalle cinquanta alle cento volte più robusti dell'acciaio pur pesando sei volte meno, e che per l'elettricità sono dei conduttori equivalenti al rame. Se questi materiali si riusciranno a produrre a tonnellate (per ora se ne producono soltanto quantità infime) e con una qualità costante, rivoluzioneranno l'ingegneria civile ed elettrica.

Inoltre la molecola ha una simmetria bella ed elegante, e ulteriori attributi, in sintonia con la nostra sensibilità rinascimentale, per cui ha attirato l'attenzione di molti che scienziati non sono. La sua struttura è quella del modulo di base delle cupole geodetiche ideate dall'architetto Buckminster Fuller, la forma più grande, robusta e leggera che mai si sia librata nello spazio. Le prime rappresentazioni di tale forma di cui si cononoscano gli autori si trovano nelle opere di artisti quattrocenteschi come Piero della Francesca e Leonardo da Vinci. La forma è anche quella dell'attuale pallone da calcio, costituito di 12 pentagoni e di 20 esagoni. È molto gratificante che siano soprattutto i bambini ad essere attratti da questa molecola.

Il C60 ha dato un contributo positivo alla fama della scienza e delle scoperte in un periodo in cui l'opinione pubblica e i governi ignorano o travisano del tutto il contributo immenso della ricerca al nostro benessere sociale ed economico.

La grafite e il diamante, le altre due forme caratteristiche del carbonio, sono conosciuti da tempi immemorabili eppure, stranamente, si è dovuto aspettare la fine del XX secolo per scoprirne una terza. È ancora più sorprendente se si pensa che era da sempre sotto i nostri occhi: infatti la molecola nasce nella fuliggine di una fiamma. Potremmo dire che tutti l'hanno creata, perfino i nostri antenati più lontani; è stata addirittura prodotta e ignorata durante ricerche decennali sui processi di combustione.

Fa riflettere il fatto che un intero, meraviglioso, nuovo mondo rotondo della chimica del carbonio e della scienza dei materiali sia stato scoperto in seguito a una curiosità sul ruolo del carbonio nello spazio e nelle stelle, e non durante una ricerca finalizzata a studiare le proprietà materiali del carbonio. Possa questo servire da monito tempestivo riguardo alle pesanti limitazioni imposte da un'esagerata fiducia nelle strategie della ricerca applicata.