3 ottobre 5-7 dicembre

"Le vie dello sviluppo sostenibile" è il primo dei tre appuntamenti in cui si articola l'edizione 1996 di "Dieci Nobel per il futuro", dedicata ai grandi conflitti della società contemporanea.
I progressi della ricerca e delle sue applicazioni tecnologiche propongono soluzioni ad alcuni problemi di un'economia e di una società sempre più globali. Ma, a loro volta, possono creare minacce per l'ambiente, disoccupazione, flussi migratori, nuove forme di emarginazione.
Di qui la consapevolezza che occorre trovare i modi per trasformare i conflitti in occasioni di confronto, di crescita e di innovazione, caratteristiche di ogni forma di sviluppo.
Il rapporto fra energia, ambiente e innovazione è uno dei principali nodi che genera forti tensioni sociali. Come produrre, risparmiare o recuperare energia, rispettando il desiderio di conservare o di migliorare il tenore di vita di una popolazione mondiale in continuo aumento e al tempo stesso di salvaguardare il territorio?
Alcuni dei massimi esperti mondiali del settore illustrano a Milano i risultati delle ricerche più avanzate e gli scenari per il prossimo futuro.
L'accelerazione della storia
Giovedì 6 giugno 1996
Il nostro mondo cambia a un ritmo sempre più veloce, che è andato accelerando fino al punto in cui minaccia di sopraffare la capacità di intervento dei leader politici. Questa accelerazione della storia è dovuta non soltanto al progresso tecnologico, ma anche a una crescita senza precedenti della popolazione mondiale, a uno sviluppo economico ancor più rapido e allo scontro sempre più frequente tra l'espansione delle esigenze umane e i limiti dei sistemi naturali del pianeta.

La storia non riguarda lo status quo, bensì il cambiamento. Per quasi tutto il tempo trascorso dall'inizio della civiltà, i fattori di cambiamento hanno operato lentamente. Dalla metà del nostro secolo, invece, hanno assunto un ritmo mozzafiato.

Oggi è perfino difficile riuscire a rendersi conto dell'ampiezza dell'espansione demografica. Coloro fra noi che sono nati prima del 1950 hanno visto nell'arco della propria vita una popolazione superiore a quella esistita nei 4 milioni di anni precedenti, da quando i nostri primi antenati hanno assunto la posizione eretta.

Ancora più rapido è stato lo sviluppo economico mondiale. è passato da un prodotto di 4 milioni di miliardi di dollari nel 1950 a più di 20 milioni di miliardi di dollari nel 1995. Nel solo decennio 1985-1995, è cresciuto di 4 milioni di miliardi di dollari: più che dall'inizio della civiltà al 1950.

Siccome dagli anni cinquanta la popolazione è raddoppiata e l'economia globale è quasi quintuplicata, la domanda di risorse naturali è aumentata in modo fenomenale, fino a raggiungere vette che stanno per superare la capacità dei sistemi naturali del pianeta.

Proprio mentre gli effetti di una crescita demografica inaudita stanno mettendo in difficoltà alcuni governi, le esigenze sempre maggiori dell'economia globale si contrappongono ai limiti naturali del pianeta, peggiorando ulteriormente la situazione. Sempre più spesso ci si scontra con i limiti del rendimento sostenibile della pesca, delle falde acquifere, delle foreste, dei terreni da pascolo e di altri sistemi naturali. Ormai i leader politici nazionali e le agenzie delle Nazioni Unite dedicano una parte sempre maggiore del proprio tempo a questa contraddizione e alle sue conseguenze: conflitti sui diritti di pesca, scarsità d'acqua e di cibo, temporali sempre più distruttivi e flussi crescenti di profughi ambientali.