La terza edizione del convegno è dedicata al tema della comunicazione nei suoi aspetti tecnologici, economici, culturali ed etici. L'obiettivo è quello di analizzare l'impatto dei diversi media, tradizionali e non, su una società in continua evoluzione: gli effetti delle nuove tecnologie sull'organizzazione sociale ed economica; la loro influenza sul rapporto tra cittadini e "addetti ai lavori", dai pubblici amministratori ai detentori del sapere; i cambiamenti indotti dal "virtuale" sullo spostamento fisico di persone e di messaggi; le trasformazioni di un sistema dei mercati sempre più globale e "on line".
Lo sviluppo dell'Information Society solleva inoltre nuovi interrogativi sul rapporto fra cultura e informazione, fra la semplice diffusione di dati e di notizie e la crescita di una conoscenza consapevole e dotata di strumenti critici. Come sfruttare al meglio le nuove tecnologie nei sistemi educativi affinché si possa raggiungere il massimo numero di utenti, di ogni età e di diversa formazione? E quali sono gli eventuali rischi connessi alla circolazione incontrollata di una quantità crescente di messaggi?
L'esplosione dell'offerta di notizie, messa a confronto con i ritmi più lenti dell'apprendimento e del consolidarsi di un sapere sistematico, genera un'ulteriore riflessione: è possibile evitare che la standardizzazione di forme e contenuti annienti l'identità delle culture e delle lingue? E che il progressivo specializzarsi delle discipline e dei linguaggi inaridisca lo scambio tra esperti di diversa formazione?
Dal confronto fra scienziati, economisti, letterati e politici possono nascere risposte concrete e interrogativi inediti. E il dialogo fra discipline diverse rappresenta l'approccio più fecondo a uno dei problemi cruciali di questa fine secolo: come garantire all'opinione pubblica il libero l'accesso alle informazioni necessarie per partecipare consapevolmente alle scelte di interesse collettivo.
Le sessioni
Le identità culturali nel villaggio globale

Grazie alle nuove tecnologie della comunicazione disponiamo oggi di opportunità un tempo impensabili per una più ampia diffusione della cultura. Ma da questi stessi strumenti possono nascere, contemporaneamente, rischi imprevisti di emarginazione.
Da una parte, la possibilità di riprodurre e diffondere globalmente qualunque messaggio in qualsiasi forma offre infatti occasioni inedite per far esprimere la creatività di gruppi minoritari dal punto di vista linguistico, culturale o economico. Dall’altra, però, la soverchiante massa di informazioni provenienti da un numero di fonti limitato e omogeneo rischia di creare un rumore di fondo tanto forte da sopraffare i messaggi difformi, finendo con il cancellare l’identità culturale originaria di intere generazioni.
Un tempo, spettava al poeta il compito di “dare un senso nuovo alle parole della tribù”, di esserne il portavoce e di osare scrutarne il domani. Quale sarà il futuro delle molteplici identità culturali del nostro pianeta in questa rivoluzione che si annuncia più radicale di quella nata da Gutenberg? Sarà possibile, e a chi, assicurare a tutti gli abitanti del villaggio globale un’equa possibilità di far sentire, nella forma originaria, la propria voce e i propri contenuti?

Quale educazione per la società globale

Nel futuro di una società aperta, educazione e formazione sono destinate ad uscire dalle barriere spazio- temporali in cui sono tradizionalmente confinate, per trasformarsi in elemento permanente di crescita di ogni singolo individuo, qualunque sia l’età e il luogo in cui si trova. I nuovi strumenti a disposizione renderanno più facile lo scambio di informazioni e l’approfondimento di ciascuna disciplina.
Sarà quindi indispensabile consentire ad ogni individuo di disporre degli strumenti - intellettuali ancor prima che tecnici - necessari per orientarsi in una marea crescente e potenzialmente ingestibile di informazioni, tutte in grado di incidere in modo diretto sulla vita del singolo in una società sempre più strettamente correlata. È opportuno riflettere su come si possa, fin da ora, “insegnare ad imparare” in questo contesto, tenendo conto dei possibili percorsi secondo cui si sviluppa la personalità individuale e, insieme, delle esigenze attuali e future della collettività.
Sarà anche necessario adottare delle regole in grado di garantire equità e pluralismo nella gestione dei diversi strumenti di comunicazione. Solo così la società dell’informazione potrà trasformarsi in una società del dialogo e della conoscenza.

Economia e società nell’era dell’informazione

Le nuove tecnologie sembrano destinate a modificare radicalmente il mondo del lavoro e dell’economia. Decentralizzazione e flessibilità saranno le parole chiave di una società in cui le interazioni fisiche sono sempre più spesso sostituite dalle comunicazioni via computer, con un evidente risparmio di tempo e di risorse.
La distanza fisica non sarà più l’elemento condizionante, il che porterà a una nuova distribuzione dei mercati e dell’occupazione. E in molti casi il telelavoro ridurrà o modificherà l’esigenza di spostamenti quotidiani, rivoluzionando il concetto di orario e offrendo opportunità nuove a diverse categorie di cittadini.
Sono già cambiati i modi in cui la comunità scientifica comunica al proprio interno, e i suoi scambi con il resto della società stanno trovando nuovi canali. Anche qui si annuncia un’ulteriore accelerazione nel diffondersi di saperi specializzati: con quali riflessi sul loro possibile uso?
Quale influenza avranno queste innovazioni su una società ormai priva di confini? Sarà possibile, e come, evitare di creare nuovi meccanismi di esclusione che potrebbero colpire aree geografiche marginali, o tutti coloro che non saranno in grado di adeguarsi a questi nuovi sistemi?

Linguaggi e tecnologie: un approccio transdisciplinare

Anche i linguaggi della scienza stanno vivendo una profonda evoluzione. La crescita esponenziale delle conoscenze ha portato ad una continua frammentazione e specializzazione delle diverse discipline: tramontato il mito dello scienziato rinascimentale, in grado di muoversi con disinvoltura tra i diversi campi dello scibile, si sono aperte nuove possibilità di confronto tra le discipline umanistiche e scientifiche, ma anche tra discipline scientifiche diverse. Singoli termini vengono presi a prestito da una scienza all’altra, mutano di significato, oppure evolvono e si arricchiscono proprio grazie all’interazione tra i diversi campi del sapere.
Questo processo sta stimolando e in certi casi addirittura generando interi settori dell’indagine scientifica. Al contempo, rischia però di rendere sempre più difficile il dialogo tra ricercatori di discipline diverse, e anche tra scienziati e cittadini.
I progressi delle tecnologie dell’informazione sembrano avere una connotazione altrettanto ambigua: da una parte destinati a dare un nuovo significato al concetto stesso di creatività, paradossalmente potrebbero scoraggiarne l’espressione se non verranno messi a punto strumenti adeguati per la protezione delle opere dell’ingegno.

Tecnologie e valori: messaggi per le nuove generazioni

Qual è il ruolo dello scienziato di fronte agli interrogativi posti dal progredire delle tecnologie? L’aumento delle informazioni disponibili e la molteplicità delle fonti ci pongono di fronte alla necessità di fornire ai cittadini, soprattutto ai più giovani, strumenti utili per una corretta interpretazione della realtà che li circonda.
In questa situazione, il mondo della ricerca è destinato ad assumere un ruolo nuovo e ancor più rilevante, in cui ogni scienziato sarà non solo produttore di scoperte, ma anche comunicatore e propositore di valori.
Sono i valori tratti dall’esperienza e dalla pratica scientifica a proporsi come i più attuali per conoscere e comprendere una società complessa come quella in cui viviamo: lo spirito critico e il rifiuto di ogni dogmatismo, la capacità di confrontarsi e collaborare senza confini linguistici o territoriali, la ricerca della libertà intellettuale e politica come condizione indispensabile perché lo spirito umano possa dare il meglio di sé.
Simili valori possono permettere di affrontare le sfide sempre nuove della tecnologia, e dare a ogni individuo la possibilità di contribuire concretamente ad un progresso ordinato e solidale.