La terza edizione del convegno è dedicata al tema della comunicazione nei suoi aspetti tecnologici, economici, culturali ed etici. L'obiettivo è quello di analizzare l'impatto dei diversi media, tradizionali e non, su una società in continua evoluzione: gli effetti delle nuove tecnologie sull'organizzazione sociale ed economica; la loro influenza sul rapporto tra cittadini e "addetti ai lavori", dai pubblici amministratori ai detentori del sapere; i cambiamenti indotti dal "virtuale" sullo spostamento fisico di persone e di messaggi; le trasformazioni di un sistema dei mercati sempre più globale e "on line".
Lo sviluppo dell'Information Society solleva inoltre nuovi interrogativi sul rapporto fra cultura e informazione, fra la semplice diffusione di dati e di notizie e la crescita di una conoscenza consapevole e dotata di strumenti critici. Come sfruttare al meglio le nuove tecnologie nei sistemi educativi affinché si possa raggiungere il massimo numero di utenti, di ogni età e di diversa formazione? E quali sono gli eventuali rischi connessi alla circolazione incontrollata di una quantità crescente di messaggi?
L'esplosione dell'offerta di notizie, messa a confronto con i ritmi più lenti dell'apprendimento e del consolidarsi di un sapere sistematico, genera un'ulteriore riflessione: è possibile evitare che la standardizzazione di forme e contenuti annienti l'identità delle culture e delle lingue? E che il progressivo specializzarsi delle discipline e dei linguaggi inaridisca lo scambio tra esperti di diversa formazione?
Dal confronto fra scienziati, economisti, letterati e politici possono nascere risposte concrete e interrogativi inediti. E il dialogo fra discipline diverse rappresenta l'approccio più fecondo a uno dei problemi cruciali di questa fine secolo: come garantire all'opinione pubblica il libero l'accesso alle informazioni necessarie per partecipare consapevolmente alle scelte di interesse collettivo.
Comunicazione e interazione fra scienza e società
Mercoledì 6 dicembre 1995
Le difficoltà di comunicazione nei rapporti tra scienza e società, se dovessero aggravarsi, potrebbero rivelarsi disastrose per il futuro dell'umanità e del pianeta. Gli scienziati, da parte loro, devono imparare a conoscere meglio i bisogni della società. A mio avviso, non esiste una scienza priva di valori: la ricerca è necessariamente finalizzata a uno scopo, il quale deve aver un senso. D'altro canto, è necessario che la società riconosca l'importanza e l'urgenza della ricerca per il nostro futuro e per una maggior comprensione delle leggi naturali che limitano la nostra libertà di azione.

In campo scientifico, la collaborazione e l'interazione sono determinanti per il buon esito della ricerca. Ma i suoi obiettivi e i suoi programmi risultano più efficaci se vengono formulati dal basso verso l'alto anziché dall'alto verso il basso. Programmi decisi per motivi di attualità o di politica della scienza possono portare più danni che vantaggi, sia a livello nazionale che internazionale.


A partire da questo intervento è stato scritto un saggio, pubblicato nel volume Dall'informazione alla cultura. Dieci Nobel per il futuro. (Marsilio, Venezia 1996).