Fra le conseguenze dirette del progresso scientifico e tecnologico
figurano la nascita di nuove discipline e la progressiva diminuzione
del numero di scienziati provvisti di competenze generali. A ciò
si aggiunge il fatto che gli scienziati con nozioni più
vaste non sono in grado di competere sul fronte della ricerca
con i colleghi più specializzati. Eppure, i problemi che
la ricerca scientifica oggi deve affrontare sono spesso di natura
abbastanza complessa e non potranno essere risolti con gli approcci
riduzionistici privilegiati dalle singole discipline. Servono
quindi strategie interdisciplinari basate su una stretta collaborazione
fra specializzazioni diverse; è necessario che ciascun
partner dell'impresa scientifica disponga di una solida competenza
specialistica e, nel contempo, di nozioni transdisciplinari sulle
strategie e i principali obiettivi perseguiti negli altri settori.
La necessità di un approccio interdisciplinare appare evidente
se analizziamo le origini della genetica molecolare e suoi effetti
non solo sulla ricerca biologica e medica, ma anche sulla sanità,
l'economia e l'etica. Dimostrano quanto sia importante il modo
in cui l'opinione pubblica percepisce la scienza e l'influenza
che tale percezione esercita sulle applicazioni del sapere scientifico.
Solo unendo una cultura interdisciplinare a una qualificata formazione
specialistica riusciremo a rendere il sapere scientifico più
facilmente accessibile ai membri di altre discipline e all'opinione
pubblica interessata. E a promuovere il dialogo fra scienze umane
da un lato e scienze sociali, naturali e ingegneristiche dall'altro.
Tale dialogo costituisce un requisito fondamentale affinché
le tecnologie si sviluppino in modo sano e accettabile al servizio
dell'umanità.
Basandomi sulla mia esperienza personale, presenterò diverse
iniziative volte a promuovere la formazione trans- e interdisciplinare.
Fra queste figurano: (1) la realizzazione di accordi internazionali
e interdisciplinari per la formazione di biotecnologi a livello
universitario e post-universitario; (2) l'offerta istituzionale
di una formazione trans- e interdisciplinare a studenti di qualsiasi
formazione specialistica; (3) il ruolo dei programmi di ricerca
interdisciplinari nelle scienze ambientali, relativamente alle
strategie di ricerca applicate e alla competenza interdisciplinare
dei partecipanti.
Le strategie interdisciplinari svolgono un ruolo sempre più
determinante nelle professioni per cui è necessaria una
formazione universitaria. Sulle università ricade quindi
l'importante e gravosa responsabilità non solo di formare
i propri studenti nella disciplina prescelta ma anche, e soprattutto,
di offrire loro l'opportunità di familiarizzare con gli
approcci interdisciplinari per la soluzione di problemi complessi.
A partire da questo intervento è stato scritto un saggio, pubblicato nel volume
Scienza e società. Dieci Nobel per il futuro. (Marsilio, Venezia 1995).