La seconda edizione del convegno prosegue il dibattito avviato nel dicembre 1993 a partire dalle problematiche e dagli
obiettivi indicati dai premi Nobel che hanno dato vita alle due giornate di lavori.
Il quadro generale resta quello del rapporto fra progresso scientifico, sviluppo economico e nuovi interrogativi etici. I
partecipanti sono chiamati a riflettere sul valore intrinsecamente culturale della scienza, sulla necessità che l'opinione pubblica
partecipi consapevolmente a definire obiettivi e confini etici della ricerca e delle sue applicazioni, in una prospettiva di
superamento dei conflitti e di crescita della collaborazione internazionale. Uno scenario che non può prescindere dai nodi
strategici dei processi formativi e dei mutamenti prodotti dall'innovazione nel mondo della produzione e del lavoro.
|
 |
| Per una cultura basata sulla scienza |
Giovedì 8 dicembre 1994
 |
|
C'è una connessione molto stretta tra educazione scientifica
e stato della società, perché esse si influenzano
reciprocamente. Si ha però la sensazione che in tutto il
mondo l'educazione scientifica non sia adeguata, e che l'opinione
pubblica sottovaluti il contributo degli scienziati. Un causa
importante di questo stato di cose è il tipo di educazione
che si pratica nelle scuole, che è esclusivamente teorica,
e non ispira i giovani.
Saranno discussi alcuni modelli di educazione scientifica diretta
a suscitare interesse e ispirazione. Importante è anche
l'immagine della scienza che arriva alla società attraverso
i mezzi di comunicazione di massa, i quali tendono ad accentuarne
i risultati pratici, spesso esagerandoli e generando così
disillusioni.
Un altro aspetto dell'educazione scientifica è la necessità
che sia proseguita dopo la laurea. Questo è vero in istituzioni
di tutti i generi, dalle università all'industria.
A partire da questo intervento è stato scritto un saggio, pubblicato nel volume
Scienza e società. Dieci Nobel per il futuro. (Marsilio, Venezia 1995).
|
|
 |