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Informazione e politiche
pubbliche In tutte le società, la conoscenza necessaria allinterazione sociale e, soprattutto, economica è estremamente distribuita. I singoli individui, anche quelli che occupano posizioni più centrali nella società, ne possiedono solo una piccola parte. Secondo una vecchia metafora, leconomia è come un computer, o forse più precisamente, un sistema di computer collegati fra loro come in un sistema distribuito di elaborazione dellinformazione. Tale paragone si trova già nellopera del grande economista italiano, Vilfredo Pareto. La dispersione della conoscenza è solitamente e giustamente utilizzata quale argomento a favore della superiorità del mercato quale metodo di organizzazione economica. Ciò è particolarmente vero quando la conoscenza stessa evolve, facendo sì che la sua rivelazione a unautorità centrale sia necessariamente imperfetta e non si realizzi comunque neanche alla fine di un certo periodo di tempo. I fallimenti delle economie socialiste dimostrano quanto sia importante che il processo decisionale sia decentrato verso il luogo dellinformazione. Daltro canto, il fallimento di alcune delle economie in transizione indica che il problema non è semplice. Lintervento presenta una rassegna della letteratura economica sullallontanamento dalle condizioni di concorrenza perfetta e a favore del ruolo dello stato nel miglioramento del benessere, con particolare attenzione alla disponibilità di informazione. A conclusione, si illustrano alcuni casi in cui lo stato, o qualsiasi altra autorità centrale, dispone di una certa superiorità nella raccolta dellinformazione, soprattutto perché la produzione dellinformazione manifesta tipicamente rendimenti di scala crescenti. |
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