Le ricerche di Arrow, considerato uno degli economisti teorici più autorevoli del ventesimo secolo, spaziano dalle aspettative razionali alle scelte collettive, dalla ripartizione dei rischi all’economia dell’incertezza, dall’innovazione tecnologica alla produzione e crescita. E hanno esteso il dominio dell’analisi a temi quali informazione, salute e sanità, istruzione, ambiente, discriminazione razziale e controllo degli armamenti.
Un’attività multiforme, ma tutta caratterizzata da una profonda fede libertaria e da una grande attenzione alle questioni etiche. Da qui il suo rifiuto di qualsiasi ideologia precostituita, il richiamo alla necessità di coniugare l’efficienza dei mercati con la giustizia distributiva, il valore attribuito alla responsabilità individuale e collettiva.

Informazione e politiche pubbliche

Mercoledì 1 marzo, ore 17.00
Centro Congressi Cariplo

In tutte le società, la conoscenza necessaria all’interazione sociale e, soprattutto, economica è estremamente distribuita. I singoli individui, anche quelli che occupano posizioni più centrali nella società, ne possiedono solo una piccola parte. Secondo una vecchia metafora, l’economia è come un computer, o forse più precisamente, un sistema di computer collegati fra loro come in un sistema distribuito di elaborazione dell’informazione. Tale paragone si trova già nell’opera del grande economista italiano, Vilfredo Pareto.

La dispersione della conoscenza è solitamente e giustamente utilizzata quale argomento a favore della superiorità del mercato quale metodo di organizzazione economica. Ciò è particolarmente vero quando la conoscenza stessa evolve, facendo sì che la sua rivelazione a un’autorità centrale sia necessariamente imperfetta e non si realizzi comunque neanche alla fine di un certo periodo di tempo. I fallimenti delle economie socialiste dimostrano quanto sia importante che il processo decisionale sia decentrato verso il luogo dell’informazione. D’altro canto, il fallimento di alcune delle economie in transizione indica che il problema non è semplice. L’intervento presenta una rassegna della letteratura economica sull’allontanamento dalle condizioni di concorrenza perfetta e a favore del ruolo dello stato nel miglioramento del benessere, con particolare attenzione alla disponibilità di informazione.

A conclusione, si illustrano alcuni casi in cui lo stato, o qualsiasi altra autorità centrale, dispone di una certa superiorità nella raccolta dell’informazione, soprattutto perché la produzione dell’informazione manifesta tipicamente rendimenti di scala crescenti.