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| Il progresso della scienza non si
limita a dare risposte, ma pone nuovi e sempre più inquietanti interrogativi. Fra questi,
al primo posto il problema dei rapporti fra ricerca e sviluppo, fra economia e
innovazione, generato dall'evolvere degli equilibri fra i paesi avanzati e dal crescente
divario fra il Nord e il Sud del pianeta, dai nuovi concetti di salute e qualità della
vita, dagli interrogativi sul futuro dell'uomo e dell'ambiente suscitati dai progressi
della tecnologia. Il progresso scientifico ha sempre modificato profondamente l'organizzazione sociale e gli stili individuali di vita e di pensiero. E molto spesso indipendentemente dalla consapevolezza collettiva della trasformazione in atto. Oggi che il rapporto fra scienza ed economia è più stretto che mai, e che il ritmo delle scoperte e delle loro applicazioni è sempre più veloce, la comunicazione all'opinione pubblica delle potenzialità e dei limiti della ricerca è indispensabile per creare un corretto rapporto tra scienza e società, tra decisori e cittadini. Dieci premi Nobel affrontano i grandi temi emersi dalla ridefinizione dei concetti di uomo, natura e società, dando vita al convegno "Dieci Nobel per il futuro". |
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| Le biotecnologie consistono nell'applicazione di tutta una serie
di nuove tecniche (come la clonazione genica, la produzione di anticorpi monoclonali e la
coltura cellulare) alla produzione di nuovi agenti utilizzabili in medicina, agricoltura
e, persino, per la produzione chimica ed energetica. Nuovi agenti farmaceutici, nuovi
reagenti diagnostici, colture resistenti alle malattie, prodotti per la salute degli
animali e vaccini sono fra i risultati promessi - e in qualche caso le promesse sono già
state mantenute. Nondimeno, lo sfruttamento di tutte le opportunità offerte dalle
biotecnologie si scontra con problemi enormi, tanto dal punto di vista economico che
tecnico. Come sono praticate oggi, le biotecnologie sono spesso molto costose, e poiché i
risultati della ricerca sono incerti, il reperimento dei capitali può comportare qualche
difficoltà. Inoltre, lo sviluppo delle biotecnologie richiede importanti infrastrutture,
cosa che lo rende difficilmente realizzabile nei paesi in via di sviluppo. Infine, le
biotecnologie si basano su scienze molto avanzate, la cui utilizzazione richiede un
altissimo grado di preparazione accademica. Malgrado le difficoltà che ostacolano l'esportazione delle biotecnologie dai paesi sviluppati a quelli in via di sviluppo, i vantaggi che tali tecnologie promettono sono tali da giustificare qualche sforzo. L'agricoltura costituisce il campo di applicazione più ricco di opportunità per il terzo mondo. La "rivoluzione verde" è stata realizzata ricorrendo a tecniche genetiche di "forza bruta". Oggi, abbiamo la possibilità di applicare alle piante la genetica chirurgica del DNA ricombinante, che ci consente di riprodurre in modo rapido e preciso qualsiasi caratteristica. Ciò vale tanto per le piante che per gli animali. In genere, il primo obiettivo che attribuiamo alla ricerca agricola è quello di aumentare il rendimento delle colture, ma oggi ne esistono altri non meno importanti: ridurre l'uso di insetticidi e fertilizzanti chimici, ottimizzare l'uso delle scarse risorse d'acqua, abbassare i costi di produzione al fine di migliorare la competività internazionale, e produrre colture di maggior qualità. Ormai in grado di sfamare se stesso, il Terzo Mondo comincia a considerare l'agricoltura come un settore di esportazione, per migliorare la competività del quale è necessario ricorrere alle biotecnologie. Fra gli altri settori in cui le biotecnologie possono aiutare il terzo mondo figurano la progettazione di vaccini, la produzione di reagenti diagnostici e la fabbricazione di prodotti per la salute degli animali. Questi ultimi sono essenziali per la salute umana e per migliorare la produzione di bestiame. Il settore più sofisticato delle biotecnologie, e cioè la creazione di nuovi prodotti terapeutici, è quasi certamente al di fuori della portata dei paesi in via di sviluppo, a causa della sua complessità tecnologica e degli alti costi che comporta. Nondimeno, le biotecnologie sono adatte tanto ai problemi del Terzo Mondo che a quelli del mondo sviluppato, e svolgeranno in futuro un ruolo sempre più fondamentale nelle attività di tutto il pianeta. A partire da questo intervento è stato scritto un saggio, pubblicato nel volume Scienza, economia, etica per il prossimo secolo. Dieci Nobel per il futuro. (Marsilio, Venezia 1994). |