Il progresso della scienza non si limita a dare risposte, ma pone nuovi e sempre più inquietanti interrogativi. Fra questi, al primo posto il problema dei rapporti fra ricerca e sviluppo, fra economia e innovazione, generato dall'evolvere degli equilibri fra i paesi avanzati e dal crescente divario fra il Nord e il Sud del pianeta, dai nuovi concetti di salute e qualità della vita, dagli interrogativi sul futuro dell'uomo e dell'ambiente suscitati dai progressi della tecnologia.

Il progresso scientifico ha sempre modificato profondamente l'organizzazione sociale e gli stili individuali di vita e di pensiero. E molto spesso indipendentemente dalla consapevolezza collettiva della trasformazione in atto. Oggi che il rapporto fra scienza ed economia è più stretto che mai, e che il ritmo delle scoperte e delle loro applicazioni è sempre più veloce, la comunicazione all'opinione pubblica delle potenzialità e dei limiti della ricerca è indispensabile per creare un corretto rapporto tra scienza e società, tra decisori e cittadini.

Dieci premi Nobel affrontano i grandi temi emersi dalla ridefinizione dei concetti di uomo, natura e società, dando vita al convegno "Dieci Nobel per il futuro".
Il progresso economico nei paesi in via di sviluppo
Martedì 7 dicembre 1993
L'intervento esamina i motivi per cui, negli ultimi quarant'anni, alcuni paesi - fra cui Corea del Sud, Taiwan e Cile - sono riusciti a sfuggire alla spirale della povertà mentre altri sono sprofondati in condizioni sempre peggiori. Il fattore discriminante in questo senso sembra essere l'efficacia delle iniziative e delle politiche intraprese dai paesi stessi al fine di garantirsi l'accesso alle tecnologie prodotte dai paesi sviluppati.
Normalmente, i paesi che riescono a uscire dalla spirale della povertà investono in misura considerevole nell'istruzione, nella formazione professionale e nella salute pubblica. Offrire ai propri giovani un'istruzione elementare e secondaria è particolarmente importante per i paesi che cercano di incamminarsi sulla via dello sviluppo, in quanto l'aumento della produttività della mano d'opera passa attraverso la sua alfabetizzazione. Inviare i giovani all'estero, perché seguano corsi post-universitari in materie scientifiche e non, è probabilmente il sistema migliore per mantenersi aggiornati sugli ultimi progressi della scienza e della tecnologia.
In tutte le culture esistono persone dotate di iniziativa commerciale e di genio per gli affari. Nondimeno, è necessario che l'ambiente che le circonda sia favorevole allo sviluppo di uno spirito imprenditoriale, e che consenta alle imprese pubbliche e private di competere fra loro, senza gli ostacoli posti da una regolamentazione eccessiva, dalla burocrazia e dal controllo statale. Non è un caso se le nazioni in via di sviluppo ottengono migliori risultati quando le imprese e i consumatori possono importare ed esportare beni e capitali in piena libertà.
I fatti degli ultimi decenni indicano chiaramente che tutti i paesi possono uscire dal circolo vizioso della povertà per unirsi al gruppo dei paesi di nuova industrializzazione. Il loro successo effettivo, tuttavia, dipenderà molto più dalle loro azioni che dall'aiuto dei paesi sviluppati.
A partire da questo intervento è stato scritto un saggio, pubblicato nel volume Scienza, economia, etica per il prossimo secolo. Dieci Nobel per il futuro. (Marsilio, Venezia 1994).